Multimedia e pubblicazioni

La trasmissione

 

Vivere l’architettura

Produzione FJFM – Emittente Roma Uno

Nata nel dicembre 2007, ideata con Valentina Piscitelli e scritta/prodotta da Andrea Giunti per la società fjfm, la trasmissione televisiva ha come tema l’architettura contemporanea a Roma e, più in generale, in Italia. Nel 2014 con la IX serie, sono state registrate e trasmesse 108 puntate  dall’emittente televisiva ROMAUNO, emittente TV locale   (la più vista nel Lazio), presente su piattaforme digitali a livello nazionale.

E’ stata raggiunta una fascia ampia di pubblico attraverso contenuti specifici esposti con un linguaggio semplice, reso   più efficace i dal supporto della comunicazione visiva.

La finalità del programma è l’avvicinamento al mondo dell’architettura e dell’urbanistica. Solo conoscendo i problemi è possibile partecipare alle grandi scelte di trasformazione delle città e la trasmissione si offre come strumento di conoscenza.

Vivere l’architettura attraverso filmati ed dibattiti su tesi contrapposte, promuove una lettura di stampo giornalistico dell’architettura romana contemporanea, con una linea autonoma ed indipendente.

È possibile rivedere tutte le puntate dal link: 

http://www.fjfm-produzioni.com/architettura 


Le pubblicazioni

 

Roma. Vivere l’architettura contemporanea

A cura di Luigi Filetici e Andrea Giunti.

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Casa Editrice: Actarbirkhauser (2011)

Sul canovaccio della serie televisiva “Vivere l’Architettura”, questo libro è il racconto di una Roma poco conosciuta. Moderna e contemporanea. Periferie borghesi e popolari, uffici, musei, scuole, università, centri commerciali, luoghi per il tempo libero. Un viaggio scritto e fotografato ci consente di “riconoscere” una Roma poco in vista. Offuscata dal degrado, dall’incapacità di amministrare l’ordinario, da un’urbanistica spesso al servizio d’interessi privati, Roma è tuttora un laboratorio del moderno caratterizzato dal confronto con la storia e dalla ricerca continua di legittimazioni etiche ed estetiche. Un’esperienza forse eccentrica nel panorama europeo, frutto insieme di un’apertura (anche se disincantata) verso le avanguardie internazionaliste e dell’ossessione verso la conservazione e l’identità. Ingredienti che ne sono contemporaneamente il pregio ed il limite.


 

Andrea Giunti. La Nuova Architettura Sociale 

A cura di Stefania Pettinato

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Casa Editrice 24 ORE Motta Cultura (2009)

L’housing sociale è oggi un tema di grande attualità. Ma già per tutto il ’900 si sono avuti nel campo dell’edilizia sociale in Italia importanti esempi urbanistici e di architettura di qualità, che di volta in volta a mutate condizioni economiche e sociali hanno saputo dare risposte al problema abitativo per le classi meno abbienti. L’architettura sociale si sta adesso evolvendo sotto l’impulso delle nuove opportunità offerte dalla liberalizzazione controllata del mercato e dall’incontro tra pubblico e privato. E lo si percepisce anche in una sempre maggiore attenzione alla sfera cittadina, al fare comunità attraverso la riqualificazione ambientale, l’integrazione sociale e la spinta allo sviluppo economico. S’inquadrano in questo contesto gli edifici progettati da Andrea Giunti a Roma che ci offrono la possibilità di penetrare alcune peculiarità della moderna architettura sociale: innanzitutto la riconoscibilità nella reinterpretazione dei caratteri dei luoghi e della tradizione del moderno, che veicola leggibilità nel forte legame tra funzione e forma; l’attenzione all’eco-sostenibilità e all’inserimento ambientale, anche attraverso l’utilizzo della vegetazione come materiale da costruzione; la partecipazione dei futuri abitanti alle scelte progettuali.

E sulla partecipazione si sofferma Sergio Baldini nel suo saggio introduttivo, una genesi delle politiche e normative per la casa narrata in prima persona da uno dei padri dell’architettura convenzionata. Ma è nella suggestiva rilettura dell’espansione cittadina capitolina ad opera di Antonella Greco, che si evince l’importanza dell’architettura sociale nell’ambito della moderna architettura italiana, sviscerata a partire da una citazione di Pasolini. Quanto è cambiata la periferia romana e come ha acquisito concretezza l’abitare il moderno? Vi s’interroga anche Mario Cerasoli ripercorrendo i piani regolatori, il disegno della crescita urbana, l’influenza dell’automobile, l’affermarsi dello sprawl. Un degrado da sfidare con la qualità architettonica, magari ricorrendo come volano alla nuova architettura sociale.


 

Andrea Giunti: 1995-2007 Cinque edifici ecocompatibili a Roma

a cura di Valentina Piscitelli

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De Luca Editori d’arte (2007)

I 5 edifici di edilizia residenziale presentati sono progettati dall’architetto Andrea Giunti e realizzati per cooperative edilizie che operano sul territorio della periferia di Roma. Costituiscono un significativo esempio di architettura che ha uno strutturale rapporto con le condizioni del luogo di costruzione ed il linguaggio sedimentato dell’architettura coniugato a tecnologie edilizie avanzate.  Il saggio a cura di Paolo Marzano, giovane critico dell’architettura, indica i possibili sviluppi formali dell’architettura ancorandoli alle soluzioni eco-tecnologiche più estreme. Di natura tecnico-normativa e applicativo il saggio a cura di Stefania Pettinato, studiosa delle problematiche ambientali, che inquadra la sperimentazione applicata all’opera di Giunti nel più vasto panorama dell’emergenza ambientale mondiale, indicando possibili strategie di intervento e riassumendo il quadro legislativo vigente. In ultimo il saggio della curatrice Valentina Piscitelli, architetto e giornalista, analizza la domanda sempre crescente di qualità ambientale ed architettonica che può e deve relazionarsi al contenimento ed alla sostenibilità dei costi, come questi cinque edifici concretamente dimostrano.


Andrea Giunti. Architetture Reali 

A cura di Luigi Filetici e Valentina Piscitelli

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Editore Skira Milano (2007)

Le architetture di Andrea Giunti, architetto difficilmente catalogabile, dall’asciutto stile modernista, trovano nelle fotografie di Luigi Filetici una perfetta descrizione. Immagini essenziali, che rimandano lo spazio e le forme degli edifici ritratti nella loro esatta realtà’.

Nessuna concessione spettacolare, ma “architetture reali ” nel contesto urbanistico e sociale romano che sfuggono alle seduzioni del formalismo ma non si mimetizzano. Architetture ed un libro che le racconta, originali e fuori da ogni luogo comune.


Andrea Giunti – Architetto 

A cura di Enrico Conti.

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Teseo Editore, Roma (2005)

“L’architettura italiana del dopoguerra ha espresso principalmente due filoni: uno che discende direttamente dal razionalismo italiano ed uno contiguo che accoglie spunti organici dal nord Europa e dall’America. Naturalmente la distinzione omogeneizza e banalizza le molteplici posizioni intellettuali presenti e quella maggioranza di progettisti che, dal piccolo al grande lavoro, contribuiscono al formarsi di correnti architettoniche senza creare movimenti ma operando sul territorio con “l’architettura di tutti i giorni”. In questo contesto, Giunti ritaglia uno spazio trasversale; occupa una posizione intermedia che, lontana dai clamori accademici, trae spunti dall’una e dall’altra corrente con la fiducia nel ruolo positivo dell’architettura.

Una personale attitudine a non catalogare il pensiero in una evoluzione logica, un percorso intellettuale frastagliato, complesso, pronto a corrompersi con “l’intorno” non soltanto architettonico secondo un modo organico, fisiologico di intendere il progetto e quindi la costruzione” … “Gli edifici realizzati rappresentano un percorso che ha una propria teoria di base, è aperto al cambiamento e non disdegna modifiche anche sostanziali di cantiere: è privilegiata la pratica sulla teoria, la realtà ai teoremi di base.

La selezione di opere è stata concepita non come una “monografia” ma come un percorso illustrato intorno al tema principale della residenza, ovvero, attorno al tema dell’”architettura di tutti i giorni” secondo la definizione stessa dell’architetto.”


 

Il palazzo del comando di via Slataper

A cura di Antonella Greco

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Società Poligrafica Editrice, Roma  (1992)

“Le fasi che si susseguono in questo volume, storia di un progetto e storia di un restauro, non sono – come si potrebbe pensare – in posizione diacronica fra loro: nei fatti, l’una non ha preceduto l’altra. Tuttavia rappresentano una storia divaricata che ha avvicinato gruppi e persone diverse alla stessa architettura. Scopertisi infatti epifanicamente i mosaici nella torre del sacrario, nel bel mezzo di un restauro già pensato ed in atto in un ambiente supposto neutrale, è stata cura della sensibilità del committente far ripercorrere a chi scrive fasi costruttive di quella che era stata pensata, forse, architettura senza qualità, e ritrovare paternità di cui sembrava perduta ogni traccia. Anche il caso di via Slataper sembra essere esemplare della damnatio memoriae che ha colpito architetture pubbliche ed opere d’arte degli anni Trenta.(…) Perciò sembra ancor più meritevole la restituzione dei mosaici del Sacrario, nel momento del tutto inatteso del suo ritrovamento, come pure, in assenza di notizie storiche prima di questo studio, è forse il caso di sottolineare il riuscito tentativo degli architetti Andrea Giunti e Stefania Balestrieri di realizzare un’opera moderna, la loro, senza perciò distruggere o manomettere il contesto in cui all’improvviso si sono ritrovati a lavorare.”


Citazioni

 

Le meraviglie di Roma

A cura di Vittorio Sgarbi

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Edizioni Bompiani, Roma (2011)

Andrea Giunti è tra gli architetti presenti nella guida di Vittorio Sgarbi “Le meraviglie di Roma dal Rinascimento ai giorni nostri”. Bompiani Dizionario dei monumenti e dei loro autori. Finito di stampare a Città di Castello (PG) Giugno 2011.


L’integrazione architettonica dei sistemi solari e fotovoltaici

A cura di B. Del Corno. G. Mottura

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Maggioli Editore, Roma (2008)

Alcune delle architetture di Andrea Giunti sono state pubblicate sul volume edito da Maggioli “L’integrazione architettonica dei sistemi solari e fotovoltaici”.

 

 


 

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